Auto aziendali e controlli sui dipendenti: il Garante privacy dice stop
Il Garante per la protezione dei dati personali ha imposto uno stop netto al monitoraggio dei lavoratori tramite auto aziendali, sanzionando una società con una multa da 120mila euro per trattamento illecito dei dati.
Il caso riguarda l’installazione di dispositivi telematici sui veicoli aziendali in grado di raccogliere informazioni dettagliate sui dipendenti: tempi di percorrenza, chilometri, consumi e persino lo stile di guida. Questi dati venivano poi utilizzati per attribuire punteggi individuali e valutare il comportamento dei lavoratori.
Secondo l’Autorità, un sistema di questo tipo non è un semplice strumento organizzativo, ma si traduce in un vero e proprio controllo a distanza dell’attività lavorativa, effettuato senza le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori e dalla normativa privacy.
Le criticità riscontrate sono molteplici: informativa poco chiara, assenza di una base giuridica adeguata, mancanza di accordo sindacale o autorizzazione ispettiva e raccolta di dati anche relativi ai viaggi privati. Inoltre, i dati venivano conservati per lunghi periodi e utilizzati per finalità valutative e potenzialmente disciplinari.
Il Garante ha chiarito un principio fondamentale: le tecnologie installate sui veicoli aziendali possono essere utilizzate solo se rispettano i criteri di necessità, proporzionalità e trasparenza. Non è ammesso un monitoraggio sistematico e indiscriminato dei lavoratori, soprattutto quando consente di profilare il comportamento individuale.
La decisione rappresenta un segnale forte per le imprese: anche nell’ambito della digitalizzazione e della gestione delle flotte aziendali, la raccolta dei dati deve essere progettata secondo i principi del GDPR e nel rispetto dei diritti dei lavoratori.
Articolo ripreso da Cybersecurity360