Dipendente in malattia filmata al ristorante: il Garante sanziona il Comune per violazione della privacy
Una dipendente del Comune di Curtarolo, assente dal lavoro per malattia, è stata licenziata dopo essere stata ripresa mentre pranzava al ristorante. La lavoratrice ha però presentato ricorso al Garante per la protezione dei dati personali, che ha dato ragione a lei e ha sanzionato l’amministrazione comunale per violazione della normativa sulla privacy.
La vicenda, riportata anche dalla stampa locale, nasce da una serie di controlli informali. In un primo momento, alcune immagini provenienti dalle telecamere di videosorveglianza installate sulla strada avevano mostrato la donna mentre passeggiava nei pressi del municipio durante il periodo di malattia. Si trattava, però, di orari al di fuori delle fasce di reperibilità previste dalla legge, cioè quelle in cui il lavoratore deve essere reperibile per eventuali controlli medici.
L’elemento decisivo per il licenziamento è arrivato successivamente. Un collega della dipendente, anche lui impiegato comunale, l’ha filmata con il proprio smartphone mentre era a pranzo in un ristorante insieme ad altre due colleghe, anch’esse assenti per malattia. Il video è stato poi inviato tramite WhatsApp al telefono personale della sindaca.
Secondo il Comune, a questi episodi si aggiungevano anche altri filmati, realizzati in periodi diversi e non durante la malattia, che mostravano la dipendente allontanarsi dal luogo di lavoro per motivi personali senza giustificare le assenze. Sulla base di questo insieme di elementi, l’amministrazione aveva deciso di procedere con il licenziamento.
Il Garante per la protezione dei dati personali, però, ha valutato la questione da un altro punto di vista. Pur senza entrare nel merito del comportamento lavorativo, l’Autorità ha ritenuto che le modalità con cui i dati erano stati raccolti e utilizzati fossero illegittime. In particolare, la ripresa effettuata dal collega e la circolazione del video tra dipendenti e vertici del Comune sono state considerate un trattamento illecito di dati personali.
Con un provvedimento del 23 ottobre 2025, il Garante ha quindi sanzionato il Comune di Curtarolo con una multa di 15.000 euro, chiarendo che anche in presenza di sospetti di abuso o scorrettezze, i controlli sui lavoratori devono rispettare le regole sulla privacy e le garanzie previste dalla legge.
La decisione ribadisce un principio chiave: non tutto ciò che appare “utile” come prova può essere legittimamente raccolto e utilizzato, soprattutto quando sono coinvolti dati personali e iniziative individuali non autorizzate.
Articolo ripreso da FederPrivacy