Per i dipendenti di Amazon in Italia la privacy sembra sempre di più un miraggio: l’inchiesta di Report
Nella puntata di Report del 21 dicembre 2025 è andata in onda l’inchiesta “I giochi di Amazon”, firmata da Emanuele Bellano, che accende i riflettori su un sistema di controllo pervasivo dei lavoratori all’interno del colosso statunitense dell’e-commerce.
Il titolo richiama una metafora efficace: le attività quotidiane dei dipendenti vengono trasformate in un vero e proprio gioco, basato su classifiche e punteggi di produttività. Un meccanismo che, secondo l’inchiesta, va ben oltre la semplice organizzazione del lavoro e si traduce in un monitoraggio costante delle persone, con forti implicazioni per la privacy e la dignità dei lavoratori.
Le testimonianze raccolte descrivono interfacce digitali che assegnano punteggi in base alle prestazioni: più pacchi vengono gestiti, più alta è la posizione in classifica. Un sistema pensato per aumentare l’efficienza che finirebbe però per alimentare una competizione interna continua, spingendo i dipendenti a superare i propri limiti fisici e mentali. Alcuni raccontano di aver continuato a “giocare” anche durante le pause, incapaci di disconnettersi da una logica che assume tratti quasi dipendenti, simili a quelli del game design dei videogiochi.
L’inchiesta documenta inoltre un uso massiccio di telecamere a circuito chiuso nei magazzini italiani, con centinaia di dispositivi che riprendono ogni movimento durante il turno di lavoro. I sindacati parlano di una sorveglianza talmente invasiva da far sentire i lavoratori “come in prigione”.
Dai documenti interni citati emerge che le immagini non sarebbero utilizzate solo per finalità di sicurezza, ma anche per indagini interne, contestazioni disciplinari e procedimenti che possono condurre al licenziamento, trasformando la videosorveglianza in uno strumento di controllo sistematico.
Particolarmente delicato è il ruolo del team Security and Loss Prevention. Secondo le testimonianze, alcuni membri — spesso con background militare — avrebbero svolto interrogatori, investigazioni e attività di dossieraggio sui dipendenti, pur in assenza di un’autorizzazione formale a svolgere funzioni investigative. Esperti di diritto del lavoro e di protezione dei dati sottolineano che simili pratiche potrebbero configurare violazioni delle norme sulla privacy e sulla tutela della dignità della persona.
Amazon resta una delle aziende più efficienti e redditizie al mondo, ma l’inchiesta di Report pone una domanda cruciale: qual è il prezzo umano di questa efficienza? L’uso combinato di tecnologie di sorveglianza, valutazioni automatizzate, dinamiche competitive e strutture investigative interne sembra delineare un ambiente di lavoro in cui la privacy dei dipendenti si riduce progressivamente sotto una logica di controllo totale.
Il servizio non è solo una denuncia, ma un invito a riflettere su come automazione, algoritmi e sistemi di monitoraggio possano facilmente oltrepassare il confine tra efficienza organizzativa e compressione dei diritti fondamentali. In un mondo del lavoro sempre più governato da metriche e software, la domanda diventa inevitabile: dove finisce il controllo legittimo e dove inizia l’intrusione nella vita privata dei lavoratori?
Articolo ripreso da FederPrivacy