No al controllo dello stile di guida dei lavoratori: il Garante della privacy sanziona una società che monitorava 5 dipendenti con auto aziendale
Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione di 120 mila euro a una società attiva nella selezione e produzione di sementi agricole per il trattamento illecito dei dati personali di cinque dipendenti.
La società, parte di un gruppo multinazionale, aveva installato sui veicoli aziendali — su indicazione della capogruppo svizzera — un dispositivo di monitoraggio associato al nominativo del conducente. Il sistema raccoglieva in modo continuativo dati dettagliati sui viaggi di lavoro e privati, inclusi tempi di percorrenza, chilometri, consumi e stile di guida, utilizzandoli per attribuire ai lavoratori un punteggio mensile di comportamento.
I dati venivano conservati per 13 mesi e impiegati sia per valutazioni sulla condotta alla guida sia per l’adozione di eventuali misure correttive. L’iniziativa, avviata come progetto pilota, era destinata a essere estesa a tutte le società europee del gruppo.
A seguito di un reclamo, l’Autorità ha avviato un’attività ispettiva rilevando numerose violazioni della normativa privacy. In particolare, è emerso che il livello di dettaglio delle informazioni raccolte consentiva un controllo sistematico dell’attività lavorativa, effettuato in assenza delle garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori.
Criticità sono state riscontrate anche nell’informativa fornita ai dipendenti, rivolta indistintamente a tutte le società del gruppo — comprese quelle con sede extra-UE — senza indicare in modo chiaro finalità, basi giuridiche, ruoli privacy e destinatari dei dati.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che l’accesso alle informazioni raccolte tramite i dispositivi installati sulle auto aziendali era consentito anche a personale di altre società del gruppo, in mancanza di un’adeguata autorizzazione.
Nel determinare l’importo della sanzione, il Garante ha tenuto conto del numero limitato di lavoratori coinvolti e della sospensione immediata del trattamento illecito, disposta dalla società dopo la contestazione. L’Autorità ha inoltre ordinato la cancellazione dei dati relativi ai viaggi dei dipendenti utilizzati per l’attribuzione dei punteggi di guida.
Articolo ripreso da FederPrivacy