Furti d’identità e AI: l’ascesa delle truffe digitali è solo all’inizio
Secondo il rapporto 2025 Trend in Identity Report dell’Identity Theft Resource Center (ITRC), le truffe basate su furto d’identità sono aumentate del 148% in un solo anno. Un’impennata favorita dall’uso crescente dell’intelligenza artificiale da parte dei criminali informatici.
Strumenti come Deep-Live-Cam permettono oggi di impersonare chiunque in video o diretta streaming a partire da una sola foto, rendendo le truffe sempre più sofisticate e difficili da individuare. I deepfake e la clonazione vocale stanno alimentando una nuova generazione di frodi digitali, con un impatto diretto sulla sicurezza dei dati personali e sulla fiducia nei canali digitali.
Impersonation scam: la nuova normalità
Nel 2025, il 34% delle truffe ha coinvolto l’usurpazione d’identità, contro il 10% per le frodi legate al lavoro e il 9% per quelle vocali. I bersagli più colpiti sono dirigenti d’azienda (51%) e funzionari bancari (21%). Anche se le segnalazioni totali sono diminuite, il numero di vittime multiple è cresciuto dal 15% al 24%, segno che i criminali stanno diventando più efficienti e mirati.
Un’emergenza di sicurezza e governance
Come ha dichiarato Eva Velasquez, CEO di ITRC, “il potere dell’IA nelle mani dei criminali sta trasformando il panorama delle frodi digitali: oggi chiunque può essere una vittima”. Questo trend impone a imprese e pubbliche amministrazioni una revisione urgente delle misure di autenticazione, delle policy di accesso e delle procedure di gestione delle identità.
Per prevenire abusi e rafforzare la fiducia, è essenziale combinare tecnologie antifrode, formazione del personale e aggiornamenti delle valutazioni di impatto (DPIA), specie dove siano coinvolti strumenti di AI generativa o automatismi decisionali.
Articolo ripreso da FederPrivacy